Recenti prove hanno dimostrato l’efficacia della Realtà Virtuale (VR) per la riabilitazione dell’ictus, tuttavia non sono stati ancora studiati i suoi benefici e limiti in una grande popolazione di pazienti. L’obiettivo dello studio è di valutare l’efficacia del trattamento VR non-immersivo per il ripristino della funzione motoria dell’arto superiore e il suo impatto sulle attività delle capacità di vita quotidiana nei pazienti post-ictus.

E’ stato condotto uno studio clinico pragmatico tra i pazienti post-ictus ricoverati nell’ospedale di riabilitazione IRCCS Fondazione Ospedale San Camillo. Sono stati arruolati 376 soggetti che hanno avuto un sotto-punteggio motorio dell’arto superiore tra 1 e 3 nella versione italiana del National Institutes of Health Stroke Scale (It-NIHSS) e senza gravi alterazioni neuropsicologiche che interferiscono con il recupero. I pazienti sono stati assegnati a due gruppi di trattamento, ricevendo terapia dell’arto superiore combinata VR e  convenzionale (ULC) o solo terapia ULC. I programmi di trattamento consistevano in 2 ore di terapia giornaliera, erogate 5 giorni alla settimana, per 4 settimane. Le misure di outcome erano le scale Fugl-Meyer Upper Extremity (F-M UE) e Functional Independence Measure (FIM).

Entrambi i trattamenti hanno migliorato significativamente i punteggi F-M UE e FIM, ma il miglioramento ottenuto con la riabilitazione VR è stato significativamente maggiore rispetto a quello ottenuto con la sola terapia ULC. La dimensione dell’effetto stimato della differenza minima tra i gruppi nei punteggi F-M UE e FIM è stato di 2,5 ± 0,5 (P <0,001) pts e 3,2 ± 1,2 (P = 0,007) pts, rispettivamente. La riabilitazione VR nei pazienti post-ictus sembra più efficace rispetto agli interventi convenzionali nel ripristino delle compromissioni motorie degli arti superiori e delle abilità funzionali motorie correlate.

I trattamenti VR in questo studio sono stati eseguiti con il nostro sistema VRRS.