La produzione di movimenti volontari si basa sull’integrazione funzionale tra le aree motorie corticali ed i circuiti spinali. Le modalità e i meccanismi per la conduzione dei segnali che discendono dalla corteccia agli inter-neuroni e motoneuroni, sono ancora oggetto di dibattito. Recenti studi dimostrerebbero come il sistema motorio possa controllare le attivazioni muscolari attraverso una combinazione lineare di sinergie muscolari, così da ridurne la ridondanza e le difficoltà di controllo.

Precedenti studi degli autori hanno mostrato che, in un campione di soggetti colpiti da ictus le sinergie muscolari erano simili, durante l’esecuzione di esercizi in realtà virtuale (VRRS-EVO 4), per numerosità tra arto colpito e arto sano, sia nello stesso paziente che tra pazienti diversi, così come nel confronto con i soggetti sani.

Al fine di valutare se il numero di sinergie condivise tra arto sano e arto paretico fosse in relazione con la dimensione dell’ictus e gli esiti funzionali della lesione, sono state studiate le relazioni del numero di sinergie sia con il volume dell’infarto cerebrale, che con i valori di tre scale funzionali. L’unica correlazione significativa riscontrata è stata quella tra sinergie condivise e indice di funzionalità della destrezza manuale, mentre le correlazioni non erano significative tra le sinergie muscolari ed i restanti indici (imaging e 2 indici funzionali). I risultati sembrano confermarne la stabilità delle sinergie muscolari già osservata con approcci di tipo computazionale e la possibilità che le sinergie muscolari di funzioni più evolute non si trovino nel tronco encefalico. Tuttavia è necessario ripetere l’osservazione in un numero maggiore di pazienti per aumentare la robustezza dell’osservazione.