E’ stata utilizzata una vasta gamma di trattamenti per migliorare le prestazioni motorie dell’arto superiore nei bambini con emiplegia congenita. Risultati recenti suggeriscono che l’intervento basato sulla realtà virtuale potrebbe essere uno strumento promettente anche nella riabilitazione pediatrica. Sei pazienti con emiplegia congenita (età: 4-16 anni) sono stati reclutati tra quelli trattati nell’unità di Neuropsichiatria infantile e riabilitazione dell’IRCCS “Santa Maria Nascente” (Milano, Italia), per un’indagine preliminare sull’uso della realtà virtuale non-immersiva per la riabilitazione dell’arto superiore. Sono state erogate dieci sessioni settimanali utilizzando il sistema VRRS come parte del trattamento riabilitativo. Alla fine del trattamento, i partecipanti hanno compilato un questionario di soddisfazione ad hoc. Tutti i soggetti hanno completato il trattamento proposto e hanno anche espresso un giudizio positivo su questo metodo riabilitativo; il punteggio della scala di valutazione è aumentato in tutti i pazienti. Questi risultati sembrano confermare l’evidenza che il trattamento VR potrebbe essere uno strumento promettente e coinvolgente per la riabilitazione pediatrica, tuttavia, le dimensioni limitate della popolazione e il numero limitato di sessioni richiedono ulteriori indagini e studi randomizzati per confermare questi risultati positivi.