Sei mesi dopo l’ictus, il braccio plegico rimane spesso compromesso. Sono necessari approcci più innovativi alla riabilitazione motoria. Gli autori hanno confrontato un approccio basato sull’apprendimento motorio in un ambiente virtuale con una terapia dell’arto superiore più convenzionale, in uno studio pilota.

Questo studio prospettico, in singolo cieco, randomizzato e controllato ha confrontato il feedback rinforzato in un ambiente virtuale (RFVE; n = 27) con un intervento di controllo (n = 20) di terapia progressiva per l’arto superiore compromesso. Entrambi i trattamenti sono stati erogati per 4 settimane, 5 giorni alla settimana, con sessioni di trattamento di 1 ora al giorno. Gli outcomes primari erano i punteggi Fugl-Meyer Upper Extremity (F-M UE) e Functional Independence Measure (FIM). Gli outcomes cinematici includevano durata media (MD), velocità lineare media (MLV) e numero di submovimenti per misurare le prestazioni motorie. Le analisi degli outcomes primari sono state eseguite per protocollo e intenzione di trattare (“intention to treat”).

I punteggi di F-M UE sono migliorati significativamente nel gruppo RFVE rispetto al gruppo di terapia convenzionale (“intention to treat” = 5,10 punti, P = .004; ANCOVA = 4,26 punti, P <.01). Molti dei parametri cinematici sono migliorati nel gruppo RFVE (MD, P <.01; MLV, P <.01). I miglioramenti della FIM non differivano. Entrambe le terapie di riabilitazione hanno migliorato le prestazioni motorie del braccio e l’attività funzionale, ma la terapia RFVE ha indotto risultati più robusti nei pazienti esposti a trattamenti tardivi di riabilitazione.

Il nostro sistema VRRS è stato utilizzato per i trattamenti di realtà virtuale di questo studio.