L’applicazione della “Realtà Virtuale” come strumento diagnostico e terapeutico offre nuove possibilità per la comprensione, la valutazione e la riabilitazione di numerosi disturbi psichiatrici, tra i quali, ad esempio, le fobie, il Disturbo da Stress Post Traumatico, i deficit dell’attenzione, la schizofrenia, etc. Tra i nuovi media digitali, i sistemi di Realtà Virtuale e gli ambienti tridimensionali sonori e interattivi, in generale, sono quelli che prevedono il maggiore livello di coinvolgimento e di partecipazione da parte del soggetto, il quale, inserito in un ambiente tridimensionale strutturato e complesso, acquisisce l’opportunità di interagire con oggetti e situazioni simulate come se fossero realmente presenti (Riva, 2004).

Diversamente da quanto avviene per altri strumenti dell’informazione e della comunicazione, i processi di apprendimento mediati dalla Realtà Virtuale presentano un carattere specificatamente pragmatico e simulativo, per cui la conoscenza del mondo è il risultato diretto dell’interazione con esso e dell’osservazione dei comportamenti altrui.

In sintesi, la Realtà Virtuale permette di riprodurre situazioni complesse della vita quotidiana in cui le reazioni psicopatologiche e le funzioni cognitive dei pazienti possono essere valutate in maniera più attendibile rispetto alle situazioni di laboratorio. Altresì, mediante la Realtà Virtuale è possibile riprodurre situazioni ambientali e sociali in grado di stimolare il soggetto in maniera simile al corrispondente contesto reale, consentendo di poter modulare l’intensità e la durata dell’esperienza in funzione delle necessità del programma e delle esigenze del soggetto.

Da pagina 29 viene trattato il tema della Teleriabilitazione con i nostri sistemi VRRS.