Si possono usare molte tecniche (ad esempio, dalla videoregistrazione alla valorizzazione dell’ambiente tramite il computer) per aumentare il feedback che un soggetto solitamente riceve durante il training per un compito motorio. Sebbene alcune forme di feedback aumentato abbiano dimostrato di migliorare le prestazioni su compiti isometrici isolati durante il training, quando il feedback è stato rimosso, i soggetti a volte non sono stati in grado di svolgere ben il compito nel “mondo reale” come controllo. In effetti, per compiti motori realistici e non isometrici, non è stata dimostrata un’acquisizione migliorata di abilità a causa del feedback aumentato.

Nei presenti esperimenti, i soggetti (Esperimento 1, N = 42; Esperimento 2, N = 21) hanno eseguito dei task con un sistema progettato per insegnare un movimento multi-punto difficile su un tavolo da ping-pong. Il sistema era un’animazione computerizzata abbastanza realistica dell’ambiente e includeva una paletta per il teacher e il soggetto, oltre che a una palla virtuale. Ogni soggetto ha tentato di apprendere un movimento difficile facendo corrispondere il modello dei movimenti del teacher. Il feedback aumentato ha focalizzato l’attenzione del soggetto su un insieme minimo di dettagli sul movimento, che erano i più rilevanti per il compito; il feedback è stato presentato in una forma che richiedeva la minima elaborazione percettiva.

L’efficacia del training è stata determinata misurando le prestazioni dei soggetti nei compiti reali. I soggetti che hanno ricevuto  il training in ambiente virtuale hanno ottenuto risultati significativamente migliori rispetto ai soggetti che hanno ricevuto una quantità paragonabile di pratica o coaching in situazioni reali. L’analisi cinematica indicava che l’esercizio con la traiettoria del teacher serviva da base per le prestazioni nel compito reale e che i movimenti eseguiti dopo il training erano modifiche specifiche della traiettoria del teacher. L’esercizio con questa traiettoria da sola non era sufficiente per il trasferimento al compito reale, tuttavia quando veniva rimosso un componente critico dell’ambiente virtuale, i soggetti non mostravano alcun trasferimento al compito reale.

I trattamenti di realtà virtuale in questo studio sono stati realizzati con un prototipo del nostro sistema VRRS.